Quando si ha un distacco emotivo dai propri genitori bisogna andare a ritroso per capire quando e perché ci si è allontanati da loro.
Il sentirsi estranei emotivamente, non coinvolti nei valori della propria famiglia di origine, non sempre ha origini traumatiche di abusi, o assenza di dialogo nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza. A volte si può sentire non appartenenti al nucleo di origine, altre volte ci si può vergognare delle proprie radici è una non accettazione di un Io che dalla nascita ha modificato la sua essenza. Si cresce con degli estranei e non c’è apertura né ascolto reciproco.
Dalla parte dei genitori
Di questa situazione i genitori non si rendono conto subito, vuoi per ignoranza, per cultura, per gli impegni lavorativi e sociali che rendono ogni relazione affettiva stressante.
Alcuni genitori ritengono che in famiglia tutto vada bene se i figli vanno bene a scuola e loro riescono ad esaudire le varie aspettative materiali come cibo o altri bisogni primari.
Invece questi figli vivono una enorme solitudine emotiva e morale, confrontandosi con i loro coetanei e la società con una marcia in meno. Possono insorgere così rabbia, ira e distacco. Il figlio in questione cresce pensando a una via di fuga da questa famiglia, i genitori coscientemente sono ignari dei disagi del figlio.
In apparenza vedono che hanno una bella famiglia cui non fanno mancare niente, eppure la ribellione del figlio è pronto a farlo uscire dal nucleo familiare e realizzarsi al di fuori.
Dalla parte del figlio
In tutto ciò il figlio riterrà sempre responsabili i genitori di non essere stato compreso e aiutato adeguatamente dalle sue vere esigenze. Come invece un soggetto debole non riesce ad allontanarsi dalla famiglia, e inizia a nutrire rancore, frustrazione e a volte odio. Tanti segnali non vengono colti al momento opportuno dai genitori, troppo impegnati in una società esigente.
Nasce così un divario di idee, un’assenza completa di comunicazione, come pure pensieri di vendetta.Un figlio, se realmente maturo, comprenderà gli errori dei genitori seppur non giustificandoli o accettandoli. Potrà creare un’apertura al perdono, non tanto per assolvere i loro genitori dalla loro incompetenza educativa, bensì per vivere una vita emotivamente equilibrata e fiduciosa verso gli altri.
Soluzione
Ci si può riavvicinare ai genitori cercando di conoscerli veramente, non più nel loro ruolo, ma nello scoprire quali sono stati, a loro volta, i desideri, i sogni non realizzati, le delusioni e i fallimenti.
Bisogna porgere una mano a chi è stato più debole o egoista, accettando le imperfezioni dei genitori e ricostruendo un rapporto nuovo questa volta condotto da loro stessi.
Sarà un cammino lungo e doloroso ma le soddisfazioni del dopo saranno immense perché la pace del cuore e della mente non hanno prezzo.
Giusi Rologeri



