Metamorfosi: cambiamento positivo

Civiltà antiche

Il legame tra il presente e le civiltà antiche

Siamo nell’era dell’Intelligenza Artificiale, potremmo dire di vivere in una società talmente evoluta da poter sostituire l’ingranaggio mentale del cervello umano con una macchina ad alta precisione di ragionamento, calcolo, creatività e apprendimento.
Probabilmente approderemo in una società meccanicizzata in ogni ambito lavorativo.
Ciò nonostante l’uomo è sempre alla ricerca di se stesso, del suo IO interiore quasi fosse un’esigenza trovare delle radici misteriose e magiche, come non voler accettare una “misera” provenienza materiale della natura.
L’uomo pur vivendo il presente è sempre proiettato su ciò che non conosce: il suo futuro.
Uomini di ogni epoca ci hanno tramandato la storia di civiltà di grande cultura e sapienza nelle arti della matematica, dell’astronomia tramite profezie e testi sacri; enormi monumenti e statue, come le varie piramidi sparse per il mondo, costruzioni per lungo tempo a noi sconosciute nella modalità e funzione.

Testimonianze della grande piramide di Giza o Cleope, altri esempi di piramide li troviamo nella civiltà maya, azteca, peruviana, messicana e cinese.

In comune tutte queste civiltà avevano l’aver raggiunto un’altissima capacità nell’arte del “Predire” eventi e situazioni guardando un ordine ciclico della natura.

Queste civiltà antiche di grande intelligenza utilizzavano un sistema scientifico di osservazione, in cui venivano raccolti gli eventi osservati, successivamente vi era una classificazione e una catalogazione in base a un ordine e delle leggi, unendo entrambe le fasi i grandi profeti o scienziati, utilizzavano questa loro sapienza che rendeva loro in grado di predire eventi nefasti ed eventi buoni e i luoghi in cui questi potevano manifestarsi.
La ricerca di resti archeologici ha confermato che la nostra conoscenza e il nostro sapere provengono da secoli remoti, un lascito di maestri, scuole mistiche e una scienza segreta fatta da codici, frammenti scritti e simbolismi che tutt’oggi si cerca di decodificare poiché si ritiene che la loro lettura e spiegazione possa condurci a conoscenze antiche.

I vecchi saggi o maestri erano riusciti nel raggiungere un’alta fase di profetizzazione della natura in tutte le sue varie manifestazioni, tali da mettere le basi per le successive culture, come l’egiziana, la persiana, la greca e la romana, i maya, peruviana, altre civiltà orientali e tibetane.
Ognuna di queste civiltà costruiva le sue forti basi sulle religioni e sulla scienza.
Tutte le civiltà antiche pagavano un contributo a chi le aveva precedute e tutte riconoscevano la struttura piramidale come loro creazione e grande mistero. (Mistero poiché si pensa ci sia una specie di combinazione in queste piramidi. Individuando la corretta sequenza dei numeri esatti infatti, si potrebbe aprire la porta del mistero umano: chi siamo, da dove proveniamo e dove andremo).

Ritengo che se qualche profezia sia stata individuata, solo i grandi del mondo ne siano a conoscenza poiché non tutti sarebbero in grado di comprendere e affrontare la potenza del sapere.
Tutt’oggi l’umanità dimostra di essere immatura, non pronta alla conoscenza degli antichi e ai loro insegnamenti. Di certo l’uso che ne farebbero non sarebbe di costruire oltre, ma di distruggere.
Si può percorrere corridoi del tempo perdendosi nei labirinti della vita.
La sapienza non potrà mai nutrire gli stolti, poiché ritengo che certi DNA rifiutano tutto ciò che non è omologato a ciò che già conoscono. Nell’affrontare in futuro argomentazioni sulle varie civiltà che ci hanno preceduto e lasciato degli indizi “magici” posso dire nelle mie ricerche e conoscenze che noi siamo il prodotto di tante radici, lontane e vicine, ibridi e per questo evolute.

Giusi Rologeri