I simboli della Metamorfosi
Primo simbolo di metamorfosi: La Farfalla

Da piccola ero affascinata dal colore brillantissimo delle farfalle e della loro leggerezza nel posarsi di fiore in fiore e mi chiedevo se avessero la cognizione del tempo dal momento che sapevo che avrebbero vissuto solo un giorno.
La farfalla di questo non se ne faceva pensiero, era tutto un ghirigori di voli. Mi sono detta: “un giorno ma di grande felicità”.
La farfalla inizialmente è rinchiusa in un bozzolo insignificante, potremmo definirlo brutto; col tempo pur mantenendo la sua identità si trasforma e la sua evoluzione è irreversibile, lei sarà una splendida creatura luminosa e libera, non tornerà più a strisciare, pur mantenendo la stessa identità.
Secondo simbolo: L’ Aquilone

L’aquilone è un simbolo scelto sempre nel mio osservare durante l’infanzia: era un oggetto che tutti potevano costruire, non aveva un costo eccessivo e si poteva sceglierne il materiale, specialmente scegliere i colori che gli davano vita. Ciò che mi incuriosiva di più era che l’aquilone pur essendo più pesante dell’aria poteva volare, il filo che lo vincolava alla terra sapientemente usato e sfruttando la forza di partenza del vento, a volte prodotta da chi voleva farlo alzare, poteva salire alto nel cielo.
L’aquilone vola controcorrente e vola col vento del nord, freddo e pulito, così come dovrebbe essere la nostra anima, liberata da quella corazza che è il nostro corpo. Può divenire facile ondeggiare nel cielo, liberi e senza quei pesi che tengono i nostri piedi nel cemento della vita.
L’anima ha bisogno di essere leggera per potersi evolvere ed esprimersi, per accompagnarci in questo cammino terreno.
Terzo simbolo: il Mare

Ho scelto il mare come elemento naturale perché è dall’acqua che nasce la vita, l’ossigeno e la nostra composizione fisica ci induce a pensare che abbiamo imparato a nuotare prima che a camminare.
Come simbolismo il mare rappresenta una grande forza sconosciuta.
Non puoi usarlo o sottometterlo al tuo volere bensì è lui che ti permette di agire e di gestirlo.
Si può scegliere di cavalcare l’onda, di galleggiare come nelle acque materne, di nuotare a fasi alterne in modo tranquillo o in modo turbolento.
Il mare è profondo, oscuro e misterioso come il nostro inconscio, imperscrutabile e affascinante tutto da scoprire; le profondità del mare custodiscono ricchezze di civiltà passate, oggetti di epoche sconosciute, un passato a cui, se vogliamo, possiamo avvicinarci e comprendere, sia materialmente sia psicologicamente.
Giusi Rologeri



